Confini aperti

Civile convivenza sul confine italo sloveno, pace, cultura e cooperazione. Erano questi questi, e tali rimangono ancora oggi pur in un mondo completamente diverso, il motto che descriveva le prime edizioni di una manifestazione dai significati profondi. “Confini aperti” - la cui prima edizione si svolgeva nel 1981 – in un periodo di forte contrasto fra Est e Ovest – , consentiva di attraversare senza formalità, con una passeggiata di festa, un minuscolo valico della meravigliosa Val Rosandra, il cui confine tra Italia a Slovenia era sorvegliato da guardie armate.
Il Confine aperto è asceso a ruolo di simbolo di collegamento e di intenso interscambio di una nuova visione politica, di beneficio di scambi culturali e della creazione di ulteriori presupposti di cooperazione economica lungo un confine oggi assorbito dall'Unione europea.
Quando crollò il Muro di Berlino, a San Dorligo della valle si era già un passo avanti all'Europa dei grandi cambiamenti. Oggi la gesta si ripetono a metà marzo con “Confini aperti nei tempi nuovi”, una marcia dal Centro visite a Bagnoli- Boljunec fino a Bottazzo-Botač, e poi ancora fino a Beka lungo il “sentiero dell'amicizia”, in Slovenia con un breve programma culturale a ricordare la vicinanza tra i popoli di questi territori.
La manifestazione, però, ha assunto nuovamente un significato di sguardo rivolto al futuro con  un appuntamento in settembre per celebrare l'amicizia tra i Comuni di
Lanišće (in Croazia), San Dorligo della Valle – Dolina e Hrpelje–Kozina (in Slovenia).