A cavallo tra i borghi del carso

L’escursione prende il via dall'abitato di Slivia - Slivno, nei pressi del quale si trova anche un maneggio, imboccando la stradina in direzione di San Pelagio – Šempolaj indicata all'inizio dalle tracce biancorosse del sentiero Cai 33, segnate su un palo in cemento di supporto alla rete telefonica.
La passeggiata a cavallo continua tra due muretti seguendo il nastro d’asfalto che inizia a salire. Curviamo a sinistra e raggiungiamo un punto che ci permette di spaziare con la vista sui numerosi campi coltivati che circondano le case di Slivia - Slivno. Poco più in là, verso ovest, il panorama ci regala uno scorcio di mare sulla laguna di Grado. Proseguendo in mezzo ai due muretti a secco, passiamo accanto al numero civico 31/b, seguiamo il muro di recinzione della villa e raggiungiamo un bivio dove abbandoniamo l’asfalto girando a destra: il sentiero che seguiremo ha inizio in corrispondenza di un segnale che vieta l’accesso agli autoveicoli. Proseguendo dritti in breve raggiungiamo un altro bivio: qui abbandoniamo il sentiero principale, ci teniamo a destra e dopo poche decine di metri raggiungiamo gli imponenti resti del Castelliere Marchesetti, uno dei più rappresentativi del Carso anche se i suoi resti sono stati rimaneggiati più volte, sia dagli agricoltori locali, sia dai soldati durante la Prima guerra mondiale per collocarvi delle postazioni di artiglieria. Resta comunque evidente che questa struttura difensiva fu con ogni probabilità realizzata verso la media Età del Bronzo come il resto dei Castellieri disposti lungo la dorsale dell'altopiano.
Proseguendo lungo il sentiero compreso tra due muretti a secco si scende  leggermente circondati da carpini e roverelle che si alternano agli arbusti. Passiamo oltre l’interruzione di un muretto sul quale ritroviamo le indicazioni del Cai 33, in un tratto di sentiero dove la vegetazione, soprattutto nei mesi primaverili o estivi, sembra quasi circondarci in un abbraccio.

[Translate to English:] A cavallo tra i bordi del carso

[Translate to English:] L’escursione prende il via dall'abitato di Slivia - Slivno, nei pressi del quale si trova anche un maneggio, imboccando la stradina in direzione di San Pelagio – Šempolaj indicata all'inizio dalle tracce biancorosse del sentiero Cai 33, segnate su un palo in cemento di supporto alla rete telefonica.
La passeggiata a cavallo continua tra due muretti seguendo il nastro d’asfalto che inizia a salire. Curviamo a sinistra e raggiungiamo un punto che ci permette di spaziare con la vista sui numerosi campi coltivati che circondano le case di Slivia - Slivno. Poco più in là, verso ovest, il panorama ci regala uno scorcio di mare sulla laguna di Grado. Proseguendo in mezzo ai due muretti a secco, passiamo accanto al numero civico 31/b, seguiamo il muro di recinzione della villa e raggiungiamo un bivio dove abbandoniamo l’asfalto girando a destra: il sentiero che seguiremo ha inizio in corrispondenza di un segnale che vieta l’accesso agli autoveicoli. Proseguendo dritti in breve raggiungiamo un altro bivio: qui abbandoniamo il sentiero principale, ci teniamo a destra e dopo poche decine di metri raggiungiamo gli imponenti resti del Castelliere Marchesetti, uno dei più rappresentativi del Carso anche se i suoi resti sono stati rimaneggiati più volte, sia dagli agricoltori locali, sia dai soldati durante la Prima guerra mondiale per collocarvi delle postazioni di artiglieria. Resta comunque evidente che questa struttura difensiva fu con ogni probabilità realizzata verso la media Età del Bronzo come il resto dei Castellieri disposti lungo la dorsale dell'altopiano.
Proseguendo lungo il sentiero compreso tra due muretti a secco si scende  leggermente circondati da carpini e roverelle che si alternano agli arbusti. Passiamo oltre l’interruzione di un muretto sul quale ritroviamo le indicazioni del Cai 33, in un tratto di sentiero dove la vegetazione, soprattutto nei mesi primaverili o estivi, sembra quasi circondarci in un abbraccio.

Poco più avanti lo stesso sentiero si restringe e ci guida in mezzo alla boscaglia. In breve, però, sbuchiamo in una radura, ma subito ci immergiamo nuovamente nel bosco. All'incrocio col sentiero Cai 32 svoltiamo a sinistra in direzione di San Pelagio – Šempolaj: l’indicazione che ci aiuta a non sbagliare è apposta ben chiara su una roccia. L’itinerario prosegue in mezzo alla vegetazione che ben presto, però, si fa più rada, col sentiero che prosegue fiancheggiando un vigneto. La traccia del Cai 32 continua tra due muretti a secco e si snoda tra le coltivazioni a vigna, facendoci arrivare in breve ai margini dell’abitato di San Pelagio – Šempolaj. Siamo nuovamente sull’asfalto – che prendiamo a destra – mentre proseguiamo in leggera salita con lo sguardo rivolto alla sagoma della chiesa che dà il nome al villaggio.
Saliamo verso le case e raggiungiamo lo slargo proprio nei pressi dell’edificio sacro: qui troviamo le indicazioni del Sentiero Gemina che ci accingiamo a seguire per un buon tratto del suo ben più lungo sviluppo. In questa parte di itinerario possiamo anche soffermarci a osservare altre case di San Pelagio – Šempolaj (per la maggior parte ristrutturate) e scoprire i tipici particolari dell’architettura carsica, mentre per riprendere il nostro percorso sarà sufficiente far riferimento alle indicazioni del Sentiero Gemina, che in un tratto coincide con il Cai 32.
Se vogliamo uscire subito dal paese seguiamo le indicazioni già nello slargo a fianco della chiesa e, passando di fronte al numero civico 29, ci troviamo in breve all’inizio di uno sterrato. Ci teniamo a sinistra, sempre accompagnati dalla segnaletica del Sentiero Gemina, sulla carrareccia larga e comoda che ci fa passare accanto a un’abitazione e, in leggera salita, ci porta ad un incrocio. Le chiare indicazioni del Sentiero Gemina ci mandano a sinistra in mezzo alla pineta dove proseguiamo dritti al primo bivio e iniziamo a scendere ignorando anche il successivo incrocio, sempre aiutati dalla segnaletica sui paletti in legno. L’itinerario ci fa passare tra due proprietà private recintate, per poi farci rituffare in mezzo alla pineta: continuiamo lungo l'ampio e comodo sterrato, passando accanto ad un altro cartello di segnalazione.
Più avanti si prosegue in leggera discesa fino ad un bivio: qui giriamo a sinistra e, per un brevissimo tratto, abbandoniamo la carrareccia. La riprendiamo subito tenendoci a sinistra e, dopo una decina di metri, giriamo a destra sempre seguendo la segnaletica del Gemina. Ora il sentiero, sempre comodo da percorrere, si è fatto un po’ più stretto e, in pochi minuti, ci porta ad incrociare la strada asfaltata che scende verso Slivia - Slivno. La prendiamo a sinistra percorrendola con la dovuta attenzione e, qualche decina di metri più avanti la abbandoniamo non appena ritroviamo la segnaletica del Sentiero Gemina. Siamo ancora lungo lo sterrato che ora fiancheggia un muretto a secco, mentre attorno a noi ricompaiono pini, ornielli e carpini. In breve raggiungiamo un bivio: ci teniamo a destra sempre lungo il Gemina. La comoda carrareccia, da lì a poco, ci fa passare accanto a un traliccio dell’alta tensione e inizia poi a scendere leggermente.
Attraversiamo poco più avanti la traccia dell’oleodotto transalpino che scorre interrato sotto di noi e ci ritroviamo così, dopo qualche minuto, ad un altro incrocio. A questo punto abbandoniamo il Sentiero Gemina e giriamo a sinistra lungo il Cai 31 che ci porterà fino a Slivia - Slivno. Il fondo del sentiero si è fatto più stretto e meno comodo da percorrere. Dopo qualche decina di metri il nostro sentiero piega a sinistra, mentre la vista si apre su parte dell’altopiano e, più a destra, anche sul mare. Continuiamo tra due muretti a secco e poi su un fondo largo e comodo in leggera salita, sempre seguendo le tracce della segnaletica Cai fino alle case di Slivia - Slivno.