La Cucina del territorio

La freschezza dei piatti di mare più tipici e la naturale semplicità delle ricette più vicine alle tradizioni dell'Europa centrorientale costituiscono una felice sintesi di ciò che si può trovare nella cucina del territorio.
Del resto tutta la provincia di Trieste ha risentito, nei piatti messi in tavola, del fatto che la città sede del Porto Franco è stata fin dal '700 cosmopolita e densa di esperienze culturali diverse.
La cucina carsolina, in particolare, costituisce una branca molto amata dell'enogastronomia del territorio, proprio per la sua contrapposizione a quella più tipicamente di mare. In questa pagina indicheremo alcuni dei piatti imperdibili per chi visita questi luoghi, senza voler essere esaustivi per un fenomeno in continua evoluzione così come le esigenze e le abitudini di chi li vive.

Per gli amanti della salute – meno per quelli dei gusti intensi – va subito sottolineato che l'utilizzo dello strutto e del burro tra i condimenti ha già lasciato il posto, da molti anni, all'olio d'oliva e che la volontà di coniugare tradizione e innovazione ha fatto sì che l'offerta sia interessante in ogni stagione dell'anno.

 

Ad ogni modo, dall'elenco degli assaggi “obbligati” non possono mancare gli “strucoli”, un involucro di pasta con ripieno declinato in vari modi, dal dolce al salato;  il prosciutto crudo del Carso, di solito molto sapido e servito con formaggi del luogo; le “patate in tecia”, patate cotte al tegame difficili da trovare nella qualità dell'antica ricetta che le vuole rosolate e con una leggera crosta; i sughi di capriolo o cinghiale; la “jota carsolina”, una minestra molto particolare nelle sue varianti ricche o povere;  gli gnocchi di patate, rigorosamente fatti in casa e conditi con i vari tipi di sugo; il goulasch, non quello ungherese la una specie di spezzatino con abbondante sugo, anche qui declinato in alcune varianti; i “raznici” e i “cevapcici” entrambi di recente derivazione balcanica, rispettivamente spiedini e polpettine oblunghe di carne; la salsicce casalinghe; le “Lubianske”, versione rustica delle “cordon bleu”; senza dimenticare sua maestà lo stinco (di maiale e di vitello) che spesso vale da solo una gita in Carso.

 

Un capitolo a parte meriterebbero i dolci ma per un primo approccio sarà sufficiente ricordare i già citati “strucoli”, le “palacinche” (crespelle con ripieno dolce) e le “creme carsoline”, pasta sfoglia intervallata da crema pasticcera.